giovedì 16 luglio 2009

Santana a Brescia: spirito sempreverde nonostante vocalist giù di tono e fans…invecchiati


Il tour Europeo di Carlos Santana ha fatto ieri tappa a Brescia, dove in una serata afosa, 30 gradi alle 20:45, circa 4 - 5000 persone hanno potuto ammirare lo smalto ancora lucido dello Sciamano.

Occhi semichiusi, cappello calato quasi a nascondersi, concentrato come un neurochirurgo in sala operatoria o paziente come un sacerdote nel confessionale, Santana si infila nelle sue chitarre a cercarne l’anima, le sfiora, le bussa, le cambia l’un l’altra delicatamente coccolandole, diviene spirito immateriale, afflato musicale, lui stesso anima vera delle sue chitarre. Definire la musicalità di Santana quale rock latino è veramente riduttivo. Il genere Santana merita una sua nozione e una sua menzione indipendente!

Santana parla al pubblico con poche parole per ribadire il suo messaggio, portato concretamente avanti dalla Fondazione Milagros (cui sono stati devoluti 1 € per biglietto), con un messaggio di invito alla compassione, al perdono, invocando pace e amore come fa da 40 anni a questa parte con le sue musiche, le sue parole e soprattutto con le sue opere.

Il pubblico? Beh, il pubblico è un’altra cosa: è una serata calda, il palco di Piazza della Loggia non è pieno, si vedono sedie vuote, ma soprattutto il pubblico è statico, non si eccita neanche nelle prime file, aspetta il passare delle telecamere per elargire un sorriso, ma non riesce proprio a sintonizzarsi con Santana, perde il ritmo non sente le vibrazioni. Vuoi vedere che il pubblico di Santana invecchia e lui no?

Eppure vibrazioni voraci promanano dal placo affollato da ottimi musicisti, Jeff Cressman e Bill Ortiz agli ottoni, Dennis Chambers, Karl Perazzo, Raul Rekow alle percussioni, Benny Retvield al basso e in evidenza su tutti Tommy Anthony alla chitarra elettrica e il tastierista Chester Thompson che quasi ruba la scena a Carlos per come diviene tutt’uno con i suoi strumenti facendoti pensare che da un momento all’altro se lo risucchia la tastiera…

In tanta abbondanza di artisti, Andy Vargas (il vocalist hispano americano) sembra a tratti giù di tono, mentre non male Tony Lindsay, “la pantera nera” come lo definisce Carlos anche se nel complesso - a livello vocale - credo sia mancata qualche voce femminile di supporto.

Il programma ha ripercorso il cammino di Santana da Woodstock Soul Sacrifice, passando per She’s not there, Evil ways, A love supreme, Foo Foo, Smooth, per finire ai grandi successi commerciali Maria Maria, e Corazon Espinado con un omaggio virtuosistico a Rodrigo (concerto di Aranjuez) e qualche scherzo qui e lì come con Besame mucho.

E’ un programma che continua in altre cittá d’Europa da Kitzbuehel in Austria, a Mainz, Straubing, Halle e Dortmund in Germania per finire al circuito di Silverstone il 25 luglio. Non perdetelo!

Raffaele Luise

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