lunedì 22 marzo 2010

Blocco Studentesco: tra obiettivi e fatti un abisso


Si parla tanto delle nuove strategie elaborate dal “Blocco Studentesco”, finalizzate al miglioramento della qualità della vita degli studenti universitari e delle scuole superiori.
Elemento centrale nel programma del “Blocco Studentesco” è la contrarietà a qualsiasi proposta che permetta la trasformazione delle università italiane in fondazioni di diritto privato. “Questa trasformazione non sembra altro che una giustificazione dei tagli effettuati dal Governo” - si legge nel programma dell’associazione - “funzionali ad una futura privatizzazione dell’intero sistema universitario”. E’ perfettamente condivisibile pertanto una preoccupazione in particolare: si corre il rischio di penalizzare Facoltà che non suscitano un particolare interesse economico, come ad esempio la Facoltà di Lettere Classiche, che non rappresenta un business, ma esclusivamente una parte della nostra cultura da preservare al di fuori di ogni speculazione.

Non di minor valore è l’obiettivo numero 7 del programma del “Blocco Studentesco”, denominato “Progetto Fratello Sole” e finalizzato allo sviluppo dell’energia solare. Questa iniziativa rappresenta una vera e propria novità nel nostro paese, che inizia oggi ad assumere consistenza grazie ai finanziamenti europei. Il progetto prevede, tra le altre cose, la realizzazione di opuscoli informativi da distribuire nelle facoltà e la creazione di un manifesto firmato dal Senato Accademico per una maggiore sensibilizzazione su queste tematiche, ricordando che le Università godono, oltre ai normali finanziamenti, di un ulteriore incentivo del 5% per l’installazione di pannelli fotovoltaici.

Tutto condivisibile - sembrano proposte uscite dal “Libro Cuore” - se non fosse che l’attività concreta dei partecipanti al “Blocco Studentesco” non sempre viene esplicata in una sfera di piena legittimità. Prima di tutto, crea molte preoccupazioni il legame esistente con “Casa Pound Italia”, evidenziato dall’organizzazione stessa. “Blocco Studentesco” è infatti il movimento giovanile di “Casa Pound Italia”, associazione che oltre ad elaborare programmi teorici come quelli del “Mutuo Sociale”, dal 2003 è attiva nell’organizzazione delle occupazioni di appartamenti. Azioni discutibili dal punto di vista legale o meglio, senza inutili giri di parole, del tutto illegali.
Inoltre, in passato, sono sorte polemiche a causa del coinvolgimento di alcuni studenti appartenenti al “Blocco Studentesco” in azioni aggressive, come quelle verificatesi nell’ottobre del 2008 a Piazza Navona durante un corteo di protesta contro il decreto Gelmini e la riforma della scuola.

Sicuramente, molti studenti potranno trarre dalla propria esperienza una valutazione più diretta dell’operato del “Blocco Studentesco”. Io stesso sono stato testimone di due episodi: in occasione delle elezioni della Consulta Provinciale del Lazio, mi candidai nel mio liceo con una lista autonoma, contrapponendomi ad una mia coetanea iscritta al “Blocco”. A causa della mia discesa in campo dell’ultimo momento, l’atmosfera nella scuola si riscaldò significativamente. Quando si accorsero che avevo qualche chance di vittoria, tre studenti del Blocco Studentesco, molto più grandi di me ed estranei alla scuola, mi avvicinarono dicendomi senza molte perifrasi che sarebbe stato meglio se mi fossi ritirato dalla competizione. In quella circostanza fecero molta attenzione che non ci fossero testimoni e mi circondarono minacciosamente. Non mi ritirai, ma l’episodio mi diede la consapevolezza dell’ampia diffusione del ricorso alla violenza ed all’intimidazione tra i giovani, anche in occasioni in cui il vero senso della competizione si manifesta semplicemente in un confronto democratico di progetti ed idee in favore della scuola.

Vorrei raccontare anche un altro episodio, non meno significativo. Si tratta di una storia che mi è stata raccontata dallo stesso protagonista, un ragazzo di 17 anni appartenente al “Blocco Studentesco”, venuto a conoscenza del fatto che alcuni ragazzi di un liceo lo apostrofavano alle spalle come un individuo che si comportava in maniera violenta, arrivando anche a minacciare con armi i suoi interlocutori, in particolare quando si trovava in difficoltà in una conversazione. Lui stesso mi disse che per vendicarsi delle accuse, ed al fine di dimostrare che erano false, si scagliò contro i ragazzi che lo accusavano di comportamento violento, provocando loro delle lesioni. Si può solo dire che è stato coerente con se stesso.

Ovviamente, questi sono soltanto due esempi ed esisteranno tanti giovani aderenti al “Blocco” con i quali è possibile dialogare democraticamente. Appare tuttavia indubbio un approccio di fondo, proprio di alcuni membri del movimento, non esattamente apostrofabile come sereno e pacifico.

Francesco De Ficchy

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