domenica 18 luglio 2010

Concorso giornalistico del Rotary Club Castelli Romani: opportunità o specchietto per le allodole?


All’incirca una settimana fa è giunta alla mia attenzione una lettera del Rotary Club dei Castelli Romani. L’oggetto della missiva riguardava l’estrazione del mio nominativo dall’annuario dell’Ordine dei Giornalisti, in quanto giornalista professionista, per la partecipazione ad un concorso giornalistico a premi (3000 euro per il vincitore, 1500 euro per il secondo classificato).

Il contenuto del messaggio enfatizzava la volontà del Rotary di incoraggiare l’attività professionale dei giornalisti più giovani ed invitava a consultare il sito internet del Club per prendere visione del regolamento ed effettuare l’accreditamento (con il termine ultimo fissato per il 30 luglio). Iniziativa in apparenza lodevole. Oppure no?

Perché vedete, un premio di 3000 euro può fare veramente comodo ad un giovane giornalista, a fortiori in uno scenario come quello di oggi. Ci si avvicina alla professione pieni di buone intenzioni, di volontà, di speranza e si finisce nella morsa del precariato, sviliti intellettualmente, sottopagati, spesso a cottimo, in un rapporto di sperequazione con le grandi e piccole realtà editoriali del nostro paese.

In basso, nella parte sinistra della lettera campeggiava (e campeggia tuttora, 18-07-2010 ore 18,40, anche sul sito internet del Rotary Club Castelli Romani) la dicitura “Concorso patrocinato dall’Ordine dei Giornalisti del Lazio”. Che dire, un’indubbia garanzia di serietà in grado di fugare dubbi e perplessità sullo svolgimento del concorso, opportunità per conseguire un riconoscimento per i propri sforzi in un mondo sempre più duro e competitivo.

Spesso le apparenze ingannano. Bisogna specificare che il concorso è indetto dal Rotary Club, che mette personalmente a disposizione i premi. I soldi sono i loro, hanno il pieno diritto di farci ciò che ritengono opportuno. Tuttavia ciò non esenta gli organizzatori stessi dal ricevere critiche o giudizi da parte dei diretti interessati. Il concorso è pienamente legittimo, come la libertà per i giornalisti invitati di parteciparvi o meno. Questo è fuori discussione.

Prendendo visione del regolamento, però, emergono delle discrepanze e degli aspetti quantomeno discutibili. E’ un concorso indetto per premiare la capacità dei giovani giornalisti (nati dopo il 01/09/1975), tuttavia è necessario produrre una documentazione per l’accreditamento forse persino più scrupolosa e dettagliata di quella necessaria per l’iscrizione all’Ordine dei Giornalisti stesso, contenente: la dichiarazione di aver svolto attività giornalistica nel periodo gennaio-giugno 2010; le fotocopie degli ultimi 6 articoli regolarmente pubblicati con l’indicazione della testata giornalistica, della sua tipologia e periodicità, e del numero di copie effettivamente stampate (in caso di servizi audiovisivi la copia del servizio con l’indicazione dell’emittente e della data di trasmissione); dulcis in fundo, dimostrare la collaborazione con quotidiani, settimanali o testate radiotelevisive di primaria importanza.

Sembrerebbe proprio che non è tutto oro quel che luccica. Sei un giornalista che collabora con una piccolissima realtà locale, un blogger, peggio ancora un disoccupato? Sei tagliato fuori. Ma nei concorsi a premi non si dovrebbe premiare semplicemente il più bravo, a prescindere da quanti santi ha in paradiso? Oppure dietro il pretesto del concorso stesso si cela una finalità differente?

La risposta, nella sua ovvia chiarezza, la forniscono i punti successivi del regolamento.

Innanzitutto l’oggetto dell’elaborato giornalistico deve riguardare le attività del Rotary in generale o le attività specifiche del singolo club. Si viene invitati alle loro iniziative e si fa il pezzo, pubblicandolo. Legittimo, ma quantomeno opinabile. In gergo giornalistico operazioni di questo tipo hanno un nome esatto, si chiamano “marchette”. E di certo non elevano l’etica deontologica della nostra professione. Le fanno in molti, ma non significa sia opportuno iniziare anche i giovani a pratiche di questo tipo.

In secondo luogo le modalità di valutazione, ad insindacabile giudizio degli organizzatori stessi (e fin qui ci mancherebbe), tengono conto del numero di servizi effettuati e dell’importanza del mezzo sul quale il servizio stesso è stato pubblicato/trasmesso (numero di potenziali lettori/telespettatori). Il povero giovane giornalista del giornaletto di quartiere potrà anche scrivere il pezzo della sua vita, ma non potrà mai competere con il collega in forza ad una realtà editoriale nazionale. E questo significa incoraggiare i giovani? Dovrebbe vincere chi guida meglio, non chi ha la macchina più veloce.

Il concorso è semplicemente un espediente, a mio avviso meschino, per ottenere pubblicità sui vari mezzi di comunicazione con una minima spesa. Sfruttando per di più l’anello probabilmente più debole della categoria professionale, i giovani giornalisti.

Alessio Lannutti


P.S. Ricordate il patrocinio del concorso da parte dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio? Ecco cosa appare nella home page dell’Ordine, che ringrazio personalmente. Ritengo non abbia più alcun senso spendere ulteriori parole in merito alla vicenda, il comunicato stampa parla da solo.


www.odg.roma.it

COMUNICATO URGENTE
MOLTI COLLEGHI ( NON SAPPIAMO QUANTI, MA COMUNQUE UN BUON NUMERO) HANNO AVUTO NOTIZIA, TRAMITE LETTERA, DI UN CONCORSO GIORNALISTICO A PREMI INDETTO DAL ROTARY CLUB ROMA CASTELLI ROMANI. NEL DEPLIANT ILLUSTRATIVO E’ SCRITTO ANCHE CHE IL SUDDETTO CONCORSO HA OTTENUTO IL PATROCINIO DELL’ORDINE DEI GIORNALISTI DEL LAZIO. NOTIZIA ASSOLUTAMENTE INFONDATA PERCHE’ L’ORDINE NON HA MAI CONCESSO SIMILI PATROCINI AL ROTARY DI CUI SOPRA. IL CONSIGLIO COMPOSTO DA NOVE GIORNALISTI NEGA NEL MODO PIU’ ASSOLUTO UNA CIRCOSTANZA DEL GENERE. INVITIAMO PERTANTO GLI ORGANIZZATORI A NORMA DI LEGGE A SMENTIRE IMMEDIATAMENTE QUANTO DIFFUSO, MENTRE CON L’AIUTO DEI PROPRI LEGALI L’ORDINE VERIFICHERA’ QUALI ALTRI PROVVEDIMENTI PRENDERE AL PROPOSITO.

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